sabato 17 ottobre 2015

Impara a dire NO

Un’abilità che molte persone di successo possiedono è la sottile arte di dire no a quelle attività che non sono tra le priorità. Saper dire di no ti consente di focalizzarti sulle cose veramente importanti. Hai solo 24 ore in un giorno e se non impari a dire no alle cose che non sono importanti le priorità delle altre persone prenderanno il sopravvento sulle tue e sarai sommerso da impegni e progetti di altri.
Come se non bastassero i propri :-)
Come prima cosa devi convincerti che tu e le tue priorità siete importanti e questa per molti è probabilmente la parte più difficile nell’imparare a dire no. Un’altra cosa importante è capire che dire di no non significa essere scortesi (se lo si fa con i giusti modi) ma saper mettere i paletti e far valere se stessi. Detto in una sola parola: avere più assertività.
Impara  quindi a dire no a tutti quegli impegni che ti sembra di essere obbligato a dover fare. La cena aziendale, il raduno di ex compagnie, ….
Certo come  introverso “inside”  ti ho citato solo eventi sociali :-)  ma scommetto che anche tu hai una bella lista di impegni ed eventi che sistematicamente ti fanno perdere un sacco di tempo, dove non ti diverti ma che per un motivo o per un altro ti trovi “costretto” a fare e, spesso, in cui le priorità degli altri prendono il sopravvento sulle tue.
“La più sorprendente scoperta che ho fatto subito dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare!”

Il filo rosso

Una sera, mentre tornava a casa, un bambino incontrò un uomo anziano in piedi sotto il chiaro di luna. L’uomo disse al bambino che era legato alla sua futura moglie da un filo rosso, e gli indicò la donna alla quale era destinato.
Il bambino, al quale non interessava per nulla conoscere la sua “futura” sposa, lanciò una pietra alla bambina e fuggì.

Anni dopo, il ragazzo si era trasformato in un giovane uomo ed i suoi genitori si preoccuparono di organizzargli il matrimonio, cercando la moglie ideale per lui, come si usava all’epoca in quella cultura. Trovata la compagna e concluso il matrimonio, la prima notte di nozze la moglie venne raggiunta dal marito nella sua stanza, la giovane donna aveva il volto coperto da un velo. Togliendo il velo il giovane vide per la prima volta la bellezza di sua moglie e ne restò meravigliato, ma notò anche un ornamento che la ragazza portava sul sopracciglio. Allora il ragazzo chiese a sua moglie cosa nascondesse l’adorno.

Lei gli raccontò che da bambina, una notte di luna piena, incontrò un bambino che gli lanciò un sasso causandogli una ferita che gli aveva lasciato una brutta cicatrice. L’ornamento serviva a coprire il segno di quella notte.

Il giovane non sapeva che quella notte della sua infanzia, il vecchio da lui incontrato non era altri che Yue Xia Lao, un uomo che, secondo la leggenda popolare, vive sulla luna e ogni notte esce a cercare tra le anime quelle che sono predestinate. In seguito le lega con un sottile filo rosso in modo che non possano più perdersi.

Questa leggenda cinese, della quale esistono diverse versioni, è conosciuta anche in Giappone e parla dei fili invisibili che ci legano ad altre persone, fili che possono impigliarsi o tendersi, ma mai rompersi.

Paulo Coelho, riflettendo su questa leggenda, disse:

“Dicono che durante tutta la nostra vita abbiamo due grandi amori: uno è quello con cui ci si sposa e si vive per sempre, e che forse sarà il padre o la madre dei nostri figli … Quella persona con la quale si ha la massima compenetrazione e si desidera passare il resto della vita …


E dicono che esista un secondo grande amore, una persona che perderemo sempre. Qualcuno al quale siamo legati dalla nascita, talmente legati che le forze della chimica sfuggendo alla ragione gli impediranno, sempre, di avere un lieto fine. Finché un giorno, entrambi smettono di provarci … Si arrendono, e iniziano a cercare l’altra persona che alla fine troveranno.

Ma vi assicuro che non passerà una sola notte senza bisogno di un altro suo bacio, o almeno di discutere una volta ancora …

Tutti sanno di cosa sto parlando, perché mentre leggevano, gli è venuto in mente il suo nome.
Si libereranno di lui o di lei, smetteranno di soffrire, riusciranno a trovare la pace (la sostituiranno con calma), ma non passerà giorno che non desiderino che sia al loro fianco per disturbarli. Perché, a volte, si libera più energia litigando con qualcuno che ami, piuttosto che facendo l’amore con qualcuno che apprezzi”.

Il filo rosso: Destino o ricordo del passato?

In realtà, il lato più interessante di questa leggenda è che tutti abbiamo diversi fili rossi da seguire e molte decisioni da prendere, soprattutto se vogliamo avanzare nella vita. Alcune di queste decisioni sono davvero dolorose, ma necessarie, altre sono errori, puri e semplici.

Pertanto, nelle nostre relazioni dobbiamo sempre trovare un equilibrio. È tanto dannoso lasciarsi trasportare solo dal cuore quanto lo è seguire solo la ragione. Le persone speciali non sono speciali solo per quello che sono, ma anche per il rapporto che abbiamo instaurato con loro, per i ricordi che abbiamo costruito insieme e, naturalmente, per il momento in cui sono entrate nella nostra vita.

Questa combinazione di fattori crea una relazione unica e irripetibile. Pertanto, farà sempre parte della nostra memoria, e il filo rosso non si romperà. Tuttavia, questo non significa che dovremmo restare legati al passato pensandoci continuamente. Invece, a questo punto è importante imparare a ricordare, senza dolore, senza rancore e senza nostalgia.

Siamo tutti legati da fili invisibili alle persone importanti del nostro passato, ma questo non dovrebbe impedirci di vivere nel presente. Quei fili rossi non devono trasformarsi in pesanti fardelli ma piuttosto in ponti che ci collegano a ciò che siamo stati. Non possiamo dimenticare le persone che amiamo, ma possiamo imparare a convivere con ciò senza che presupponga un peso per il nostro presente. Il filo rosso non deve limitare il nostro futuro, piuttosto deve diventare un bel ricordo del nostro

D.tofi
www.psico-life.it
danielatofi@hotmail.com

venerdì 16 ottobre 2015

La lagnanza e le chiacchiere, quali gli effetti? La lagnanza e la chiacchiera sono il frutto di un atteggiamento arcaico...una strategia di sopravvivenza..adottata dal nostro inconscio...per liberarci di stati emotivi e mentali aberranti. Ma cosa succede a chi le subisce?

La lagnanza e la chiacchiera sono il frutto di un atteggiamento arcaico, una strategia di sopravvivenza,  adottata dal nostro inconscio per liberarci di stati emotivi e mentali aberranti.
Le lamentele vanno a scapito di chi le subisce...
È  stato scientificamente provato, che le onde magnetiche caratteristiche  delle lamentele e delle chiacchiere, spengono letteralmente i NEURONI DELL'IPPOCAMPO , preposti tra l'altro alla risoluzione dei problemi. Rimanere esposti per più  di 30 minuti a lagnanze, negatività  e chiacchiere superflue provoca danni effettivi a livello cerebrale, sia che provengono da persone in carne ed ossa che dai media, in primis televisione.
Cosa fare difronte a manifestazioni  del genere?
I media si possono spegnere, escludere. Con le persone si può invece dirottare la conversazione  verso argomenti  propositivi, o addirittura..suggerire al lamentoso. ..di fare tre respiri profondi, espirando forte con la bocca per far uscire il negativo.

Naturalmente noi stessi dovremmo evitare di cadere in lagnanze e inutili chiacchiere, consapevoli che oltre a nuocere a chi ci sta intorno, stiamo letteralmente sprecando la nostra energia. Siamo così  abituati a lamentarci ed ascoltare le lamentele, da essere perfino assuefatti.

Ma se ascoltare le lamentele degli altri spegne i neuroni, quando siamo noi a farlo...cosa succede?
Fisiologicamente, le cellule del nostro cervello si specializzano  con contenuti di basso livello, perdendo nel tempo la creatività  e la capacità  di risolvere le situazioni critiche, uscire dalle difficoltà e mettere in moto l'inventiva,  cosa che si sviluppa normalmente  nelle persone che invece di scegliere la lamentela, trasformano le "crisi" in opportunità.

Un cervello in movimento, volto continuamente a creare,  permette nell'insieme di essere più  consapevoli di sé stessi e di ciò  che lo circonda.
Più  i miei pensieri sono negativi, orientati alla mia sfortuna, alla crisi, al lavoro che scarseggia, al politico che si fa le vacanze di lusso alla faccia del popolo che non c'è la fa, ecc. più  sto nutrendo di energia quella situazione.
Psicologicamente si creerà un circolo vizioso, per cui tali pensieri negativi diverranno l'unica realtà  possibile, moltiplicando proprio  quelle situazioni che confermano questo processo.
Può  capitare di vivere in contesti  nei quali siamo sottoposti a forti pressioni e disequilibri, ambienti carichi di stress e negatività  che agiscono come dei virus, su tutti i fronti: mentale, emozionale e fisico. È  altresi' vero che più  innalzamento il livello energetico, più  la realtà  circostante reagisce alla nostra qualità vibrazionale. Non solo attraiamo nella nostra vita situazioni e persone affini a ciò  che siamo, ma influiamo POSITIVAMENTE  sull'ambiente che ci circonda e sulle persone con cui ci relazioniamo.

www.psico-life.it
danielatofi@hotmail.com 

L'Ombra

Nel nostro Cammino Evolutivo siamo chiamati, sempre di più, a portare Luce nella nostra ombra. L’ombra è costituita dal nostro Inconscio, che corrisponde al 95% di noi stessi. Non è poca cosa, anzi! Anche coloro che si credono sicuri di Sè, perchè ben coperti da una spessa corazza, in questo periodo vacillano e si chiedono cosa stia succedendo.

Così tanto abbiamo rimosso, nella nostra infanzia, da renderci quasi impossibile il ricordo di ciò che ci è accaduto. Ma le nostre ferite sono ancora lì, aperte e sanguinanti, poichè non sono mai state curate. Ogni volta che qualcuno si comporta in un certo modo con noi, ecco di nuovo emergere le sensazioni e le emozioni sopite, ecco di nuovo la sofferenza di sentirsi rifiutati, abbandonati, traditi, umiliati o trattati ingiustamente.

La corazza che abbiamo costruito per difenderci, la maschera che abbiamo indossato per poter sopravvivere è ancora qui, ed è quella che trema violentemente, ora, mentre la Luce cerca di farsi strada nell’oscurità della nostra Anima. Il tentativo di mostrarsi al mondo buoni o potenti o di aiutare continuamente gli altri pur di essere accettati crolla miseramente mentre guardiamo, increduli, l’orrore celato dentro le pieghe più nascoste della nostra personalità.

E’ tempo di lasciare le maschere e di toglierci quella corazza che abbiamo indossato da bambini, senza neppure accorgercene, per sopperire alla sofferenza, troppo grande da sopportare. E, per fare questo, dobbiamo essere disposti a guardare in faccia la nostra parte più oscura, i nostri sentimenti più ignobili, che per lungo tempo abbiamo nascosto a noi stessi.

Nel difenderci dentro la nostra corazza non ci rendiamo conto cha facciamo subire agli altri le nostre stesse ferite, e ci tocca, ora, prendere atto del fatto che anche noi rifiutiamo, abbandoniamo, tradiamo, umiliamo e trattiamo ingiustamente il prossimo. Lo facciamo proprio con le persone che amiamo di più, quelle che toccano davvero il nostro Cuore e da cui non vorremmo separarci mai. Eppure accade, inconsciamente, che reagiamo in modo da farle sentire così, in modo da riattivare le loro ferite.

La guarigione da qualsiasi sintomo richiede il coraggio di portare Luce nella nostra ombra. I messaggi che il corpo ci invia sono sempre un tentativo di renderci coscienti di ciò che non vogliamo vedere e non capiamo di noi stessi. Ci costringiamo ad andare in una direzione che non ci corrisponde, cerchiamo di controllare o di manipolare ogni cosa, pur di evitare di ripetere una sofferenza che ci aspetta comunque, proprio lì, dove ci siamo diretti per evitarla.

E il nostro corpo insiste nel segnalarci l’errore, nel mostrarci dove stiamo ignorando qualcosa d’importante per noi, lui, che conosce e conserva compiuta memoria in ogni cellula di ciò che ci è davvero accaduto.

La buia notte dell’Anima va attraversata tutta, per essere poi inondati dalla Luce e dalla gioia che nasce dal ritrovare quel bambino, o quella bambina, che avevamo dimenticato e smarrito, dentro di noi. Nasce se accogliamo quel piccolo e lo abbracciamo, lo amiamo e lo confortiamo, lo rassicuriamo e gli diciamo che mai più lo lasceremo, e che ci occuperemo davvero di lui.

Nella Luce, possiamo vedere le nostre miserie, possiamo accogliere la nostra parte più indifesa, possiamo guardare tutto dalla prospettiva della Vita che ci dà, ancora una volta, la possibilità di diventare Noi Stessi, spogliandoci dalle maschere, imparando ad Essere ciò che non siamo mai stati .

Dr.ssa Daniela Tofi
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danielatofi@hotmail.com

venerdì 2 ottobre 2015

L'autunno

Mentre la natura si spoglia
E cambia d'abito ancora una volta,
Mentre la ruota del tempo e della vita...reiterazione l'ennesimo giro,
Così  come il sottile fermento della trasformazione coinvolge il tuo essere a tutti i livelli,
Tu, solitario, rinchiuso ancora nella gabbia della mente,
Anelli alla fuga, una vittoria, un riscatto, che ami chiamare liberazione.
Mentre il centro e la periferia si osteggiato in una guerra senza fine
E tu li osservi stanco senza riuscire - quasi- tanto meno a reagire,
Non appropriati più,  lascia cadere le foglie gialle dei pensieri.
Rimani spoglio, forse senza difese, ma nudo e libero a contemplare calmo...il paesaggio, l'anima, la quintessenza di tutto ciò  che è  meglio.

domenica 27 settembre 2015

Quali sono i sintomi di una relazione spezzata con la parte "selvaggia" di noi stesse?

Sentire, pensare o agire in uno dei modi seguenti vuol dire aver parzialmente  reciso o aver completamente  perduto la relazione con la psiche istintuale profonda.
Quando ti senti profondamente arida, affaticata, fragile, depressa, confusa, imbavagliata. . appiattita sulla realtà. Sentirsi impaurite,  esitatanti...o deboli, senza ispirazione, senza vivacità,  senza sentimento, senza senso, cariche di vergogna, cronicamente evanescenti, sterili, ferme, compresse.
Sentirsi sofferenti per essere lontane e al di fuori dai propri  cicli, incapaci di darsi un ritmo o di porsi dei limiti.....tutto ciò  è il posto più  sicuro per chi ha perduto i propri  istinti.